GINECOMASTIA

Per Ginecomastia s’intende un’anomalia nello sviluppo della mammella maschile. Le cause di tale patologia sono diverse, tra queste: terapie a base di ormoni (estrogeni,anabolizzanti), farmaci anti-depressivi, antipertensivi, disturbi dell’alimentazione, sindromi, chemioterapia o per predisposizione genetica. La Ginecomastia è suddivisa in “vera” e ”falsa”. La prima riconosce come causa un eccesso di tessuto ghiandolare, che viene trattato con l’asportazione chirurgica di quest’ultimo con un’incisione intorno all’areola. La seconda un eccesso di tessuto adiposo (grasso), trattato con la lipoaspirazione attraverso un’incisione di pochi millimetri. Vi sono casi in cui è necessaria l’asportazione di cute (pelle) che residua post-liposuzione o post-asportazione ghiandolare.

Durata intervento: variabile a seconda del caso, circa 1-2h

Anestesia: Locale assistita o Generale

Regime di Ricovero: day surgery

LIPOSUZIONE

La lipoaspirazione o liposuzione è un intervento chirurgico che consente di rimuovere, senza causare cicatrici cutanee evidenti, gli eccessi di tessuto adiposo localizzati in alcune aree del corpo, compreso addome, braccia, glutei, cosce, ginocchia, mento e collo. I maggiori benefici si traggono quando l’adipe da eliminare è situato in regione trocanterica (parte alta delle cosce), sui fianchi, in regione addominale, alla faccia interna delle ginocchia, ed in regione sottomentoniera. Nel corso degli ultimi anni, la liposuzione è stata perfezionata con l’introduzione di alcune nuove modifiche tecniche, compresa la tecnica “tumescente” e la liposuzione ad “ultrasuoni” e la laserlipolisi.

Negli ultimi anni il concetto di Liposuzione è cambiato radicalmente, un tempo con tale intervento, si procedeva alla sola aspirazione del grasso in eccesso, oggi grazie alle nuove tecniche, il grasso può essere reimpiantato (lipofilling), modellando il corpo tridimensionalmente, donando forme ed armonia.

Durata: variabile a seconda delle zone da trattare

Anestesia: Locale con sedazione o Generale

Regime di Ricovero: Day Surgery

ADDOMINOPLASTICA

La regione addominale piatta e tonica viene esibita sia dall’uomo che dalla donna come segno di bellezza.

l’Addominoplastica riesce a conferire tale aspetto a pazienti che non presentano più tonicità della regione addominale ed è indicata a chi, dopo gravidanze, forti dimagrimenti o vita sedentaria, presenta un addome globoso o un eccesso di cute e grasso che non sono eliminabili con diete o attività sportiva. Un addome rilassato può essere trattato o con l’Addominoplastica completa o con la Mini-Addominoplastica. Durante l’intervento si può intervenire, laddove presenti, su ernie o laparoceli inoltre si può correggere l’allontanamento dei muscoli retti dell’addome (diastasi dei retti).

Durata intervento: 2h

Anestesia: Locale con sedazione/Generale

Regime di ricovero: Day Surgery / 1 notte

LIFTING BRACCIA E LIFTING COSCE

La brachioplastica e il lifting inguinocrurale, sono procedure chirurgiche che consentono di correggere i difetti degli arti superiori e inferiori. L’intervento consiste nella rimozione e rimodellamento della cute e del grasso in seguito a processi di invecchiamento, ad esiti di obesità patologica o lassità cutanea congenita. Con questo tipo di interventi è inoltre possibile modificare la forma e le dimensioni delle suddette unità anatomiche ripristinando l’estetica e mantenendo la funzionalità.

Durata Intervento: 2h

Anestesia: Generale

Regime di ricovero: Day Surgery

RIDUZIONE PICCOLE LABBRA

La riduzione delle piccole labbra o labioplastica è un rimodellamento delle labbra in eccesso sulla regione vulvare. Una loro ipertrofia può essere evidente fin dall’età infantile ma spesso viene acquisita; tra le cause più comuni troviamo: il parto, l’età avanzata, gli esiti infettivi o traumatici. Tale condizione può dare fastidio alla paziente che non riesce a portare certi indumenti o durante certi sport, o genera semplicemente un disagio da un punto di vista estetico. Con l’intervento si rimuove cute e mucosa in eccesso in un modo quasi invisibile. La procedura si puó combinare eventualmente con una riduzione della cute in eccesso intorno al clitoride (cappuccio clitorideo) e chirurgia delle grandi labbra.

Durata intervento: Variabile 30/ 1,5 h

Anestesia: Locale con sedazione / generale

Regime di ricovero: Ambulatoriale / Day Surgery

LIPOFILLING

Il Lipofilling consiste nel prelievo di tessuto adiposo dalla regione donatrice (trocanterica, addominale glutea) in modo atraumatico (tale da non lasciare deformità) con piccole cannule collegate a siringhe, nella purificazione del materiale e nella iniezione dello stesso nella regione ricevente. Il lipofilling viene utilizzato frequentemente a livello del volto per ringiovanimento o shaping volumetrico, nel modellamento del profilo del tronco, degli arti e dei glutei nell’ambito della liposcultura o nella correzione di difetti o avvallamenti esito di pregresse liposuzioni. Inoltre può essere utilizzato a livello mammario per armonizzare e eventualmente aumentare il profilo mammario.

Durata intervento: variabile

Anestesia: Locale con sedazione o generale

Regime di ricovero: Day Surgery

CORREZIONE DELLE CICATRICI

La cicatrice è un tessuto di riparazione sostitutivo che colma le ferite e le perdite di sostanza dei tessuti e degli organi. Il tessuto cicatriziale, infatti, si forma tutte le volte che si verifica un’interruzione della continuità della cute (epidermide e derma) in seguito ad un evento patologico o traumatico.

Sfortunatamente non sempre la cicatrizzazione segue un andamento fisiologico e talvolta
possono verificarsi cicatrici patologiche, queste si possono dividere in 2 categorie:

le cicatrici atrofiche e le cicatrici ipertrofiche e cheloidee

la cicatrice atrofica si presenta leggermente avvallata a causa di una mancanza di collagene. In questi casi, il tessuto cicatriziale copre la ferita ma non viene prodotto tessuto a sufficienza a riempire completamente l’area danneggiata. Le cicatrici atrofiche sono particolarmente comuni dopo l’acne o la varicella.

Il cheloide è una vera e propria neoformazione, spessa, arrossata, pruriginosa o dolente che ha origine da una cicatrice, ma si sviluppa sempre oltre i confini della cicatrice da cui deriva. I cheloidi si formano molto raramente, possono comparire ovunque, ma si sviluppano soprattutto a livello toracico in corrispondenza dello sterno, sui padiglioni auricolari e a livello delle spalle e sono più frequenti nella popolazione di colore.

La cicatrice ipertrofica spesso viene scambiata per un cheloide, ma a differenza di questo il tessuto cicatriziale in esubero rimane all’interno dei confini della cicatrice che si presenta arrossata e rilevata. Spesso si accompagna ad una sintomatologia pruriginosa e talvolta a dolore locale.

I trattamenti medici della cicatrice sono:

  • Massaggio ripetuto più volte al giorno
  • Compressione continua (ove questo risulti possibile)
  • Occlusione con fogli di gel di silicone o pomata con gel di silicone
  • Iniezione di cortisonici
  • Dermoabrasione
  • Trattamenti laser

I trattamenti chirurgici della cicatrice consistono nella:

  • Revisione della cicatrice
  • Escissione “intralesionale”
  • Escissione completa

Durata Intervento: Variabile

Anestesia: Locale

Regime Intervento: Day Surgery, ambulatoriale

INFILTRAZIONE PER DITO A SCATTO

Il dito a scatto è una malattia infiammatoria dei tendini flessori delle dita, i quali sono circondati da una sottile membrana che ha normalmente il compito di favorire lo scorrimento all’interno di un canale. Tale canale risulta in alcuni tratti ispessito in strutture, denominate pulegge di riflessione, che consentono ai tendini di flettere le dita a livello delle articolazioni digitali. Se un tratto dei tendini si allarga a causa di un processo infiammatorio, questi scorrono con fatica all’interno del canale e, a volte, si “bloccano” a livello dell’imbocco del canale stesso. Il passaggio dei tendini inizialmente avviene appunto a fatica provocando dolore e una sensazione di crepitio oppure avviene repentinamente con il classico “scatto”. Il ripetersi di questo passaggio “difficoltoso” determina il persistere dell’infiammazione tendinea e quindi il progressivo aumento di volume dei tendini già ingrossati, creandosi così un circolo vizioso che mantiene il processo infiammatorio. Sono stati proposti numerosi rimedi, come l’utilizzazione di un tutore notturno di posizione, cicli di fisioterapia, infiltrazioni locali di cortisone, terapia medica antiflogistica. Nelle fasi iniziali alcuni di questi rimedi possono trovare una giustificazione ma nelle fasi avanzate, quando gli episodi di “blocco” si verificano ogni mattina e anche durante la giornata e la sintomatologia dolorosa diventa ingravescente il trattamento chirurgico risolve immediatamente il problema evitando il danneggiamento progressivo dei tendini. Il trattamento consiste nella liberazione dei tendini tramite l’incisione della porzione prossimale del canale digitale, in pratica della 1° puleggia.

TIPO DI INTERVENTO

Infiltrazione locale di cortisone.

DURATA DELLA SEDUTA

5 – 10 min.

NUMERO DI SEDUTE

Talvolta un trattamento può essere sufficiente a risolvere la sintomatologia, altrimenti può essere ripetuto dopo almeno 6 mesi.

DISTANZA TRA LE SEDUTE

Almeno 6 mesi.

FORME DI ANESTESIA

Nessuna.

EFFETTI COLLATERALI (ANCHE TEMPORANEI)

Molto raramente: dolore, arrossamento, gonfiore o dolorabilità nel sito di iniezione, fotofobia, reazioni allergiche, peggioramento della sintomatologia nei 2-3 giorni successivi.

CONSENSO INFORMATO DA FIRMARE

PRECAUZIONI DA SEGUIRE PRIMA DEI TRATTAMENTI

La cute deve essere accuratamente lavata. Segnalare al medico l’assunzione anche saltuaria di farmaci antiaggreganti (es. aspirina).

PRECAUZIONI DA SEGUIRE DOPO I TRATTAMENTI

Evitare sforzi della regione trattata per almeno 3 giorni.

INFILTRAZIONE PER TUNNEL CARPALE

La Sindrome del Tunnel Carpale è una malattia causata dalla compressione di un nervo, il nervo mediano, che attraversa il polso all’interno di un canale chiamato Tunnel Carpale. Si definisce Tunnel Carpale una regione anatomica situata a livello della base del palmo della mano e delimitata su tre lati dalle ossa del carpo e sul quarto lato da un legamento molto spesso chiamato Legamento Trasverso del Carpo. Il nervo mediano insieme a nove tendini flessori scorre in questo canale.

La Sindrome del Tunnel Carpale compare ogni volta che si verifica un aumento di pressione all’interno del canale tale da disturbare l’elemento più debole cioè il n. mediano. La causa dell’aumento di pressione può essere sconosciuta. Il più delle volte l’aumento di pressione all’interno del canale si verifica per un aumento di volume della membrana che ricopre i tendini flessori, condizione chiamata tenosinovite. Lussazioni articolari o fratture del polso possono invece determinare un restringimento dall’esterno del canale responsabile a sua volta dell’aumento di pressione all’interno del canale stesso.

La sintomatologia, soprattutto negli stadi iniziali, può spesso essere risolta senza ricorrere all’intervento chirurgico. L’identificazione e il trattamento medico dell’eventuale malattia di base, il cambiamento di una gestualità lavorativa particolare, l’utilizzazione di un tutore rigido o di una polsiera armata, con cui mantenere il polso in una posizione di riposo durante l’attività lavorativa, sono tutte procedure volte a ridurre la pressione sul nervo mediano.

L’utilizzazione della polsiera armata anche di notte può, a volte, risolvere il formicolio che disturba il sonno.

Anche la terapia medica antiinfiammatoria somministrata per via orale o un’infiltrazione di cortisone direttamente nel Tunnel Carpale possono, a volte, risolvere la sintomatologia.

Se la sintomatologia non migliora il trattamento chirurgico risulta necessario e ha lo scopo di creare più spazio nel Tunnel Carpale riducendo così la compressione sul nervo. Il trattamento consiste in una piccola incisione della cute del palmo della mano e nella successiva incisione del legamento trasverso del carpo

TIPO DI INTERVENTO

Infiltrazione locale di cortisone.

DURATA DELLA SEDUTA

5 – 10 min.

NUMERO DI SEDUTE

Talvolta un trattamento può essere sufficiente a risolvere la sintomatologia, altrimenti può essere ripetuto dopo almeno 6 mesi.

DISTANZA TRA LE SEDUTE

Almeno 6 mesi.

FORME DI ANESTESIA

Nessuna.

EFFETTI COLLATERALI (ANCHE TEMPORANEI)

Molto raramente: dolore, arrossamento, gonfiore o dolorabilità nel sito di iniezione, fotofobia, reazioni allergiche, peggioramento della sintomatologia nei 2-3 giorni successivi.

CONSENSO INFORMATO DA FIRMARE

PRECAUZIONI DA SEGUIRE PRIMA DEI TRATTAMENTI

La cute deve essere accuratamente lavata. Segnalare al medico l’assunzione anche saltuaria di farmaci antiaggreganti (es. aspirina).

PRECAUZIONI DA SEGUIRE DOPO I TRATTAMENTI

Evitare sforzi della regione trattata per almeno 3 giorni.

SINDROME DEL TUNNEL CARPALE

L’intervento chirurgico ha lo scopo di ottenere la decompressione del nervo mediano mediante sezione del legamento trasverso del carpo. La durata è di circa 15 minuti, in regime ambulatoriale e anestesia locale. A seguito dell’intervento è necessario osservare un periodo di riposo di circa un mese, con la possibilità di muovere liberamente la mano per eseguire i comuni gesti della vita quotidiana, evitando sforzi, lavori manuali impegnativi e traumi nel sito chirurgico. La rimozione dei punti di sutura avviene a circa 10-14 giorni dall’intervento.

Le complicanze sono rare, e includono: sanguinamento eccessivo (che generalmente si risolve in poco tempo), infezioni (spesso curabili con comuni antibiotici), lesioni del nervo mediano e recidive.

La maggior parte dei pazienti riferisce un miglioramento della sintomatologia a partire già dai primi giorni dopo l’intervento, ma il recupero della forza e della sensibilità richiedono più tempo. Nei casi in cui la sintomatologia sia molto severa, con grave perdita di sensibilità e forza (ad esempio in pazienti anziani o con altre patologie) il recupero è generalmente più lento e talvolta incompleto. Eccezionalmente, la sindrome del tunnel carpale può recidivare e richiedere un nuovo intervento chirurgico, anche a distanza di anni dal trattamento.

DITO A SCATTO

L’intervento chirurgico consiste nella liberazione dei tendini tramite l’incisione della porzione prossimale del canale digitale, ovvero della 1° puleggia. La durata è di circa 15 minuti, in regime ambulatoriale e anestesia locale. A seguito dell’intervento è necessario osservare un periodo di riposo di circa un mese, con la possibilità di muovere liberamente la mano per eseguire i comuni gesti della vita quotidiana, evitando sforzi, lavori manuali impegnativi e traumi nel sito chirurgico. La rimozione dei punti di sutura avviene a circa 10-14 giorni dall’intervento.

Le complicanze sono rare, e includono: sanguinamento eccessivo (che generalmente si risolve in poco tempo), infezioni (spesso curabili con comuni antibiotici) e lesioni del tendine.

La maggior parte dei pazienti riferisce un miglioramento della sintomatologia a partire già dai primi giorni dopo l’intervento. In alcuni casi può essere utile l’utilizzo di stecche metalliche per mantenere le dita operate in estensione.